Declino di un impero
Penthouse, rivista storica del soft core, è in crisi. Il suo fondatore, Bob Guccione, spiega perché i magazine per adulti stanno scomparendo. In un'intervista al New York Times, l'editore Bob Guccione ha dichiarato che non c'è futuro per le riviste per adulti. Secondo Guccione il futuro mediatico dell'intrattenimento sessuale è definitivamente emigrato su Internet e nel mercato degli audiovisivi, video e DVD. Settantunenne, multimiliardario, Bob Guccione aveva raggiunto il culmine del successo quando la sua rivista, Penthouse, era diventata il più agguerrito concorrente di Playboy, raggiungendo una tiratura di cinque milioni di copie ogni mese. Attualmente le vendite della rivista si attestano invece intorno alle 650 mila copie. La società di Guccione, la General Media, è indebitata per oltre 50 milioni di dollari, circa 60 milioni di euro e ha difficoltà a coprire le scadenze dell'anno in corso che superano i 10 milioni di dollari. Guccione è stato costretto a mettere in vendita il suo palazzo al centro di New York, una specie di reggia di cinque piani con quarantacinque stanze, uno dei simboli del suo impero, che aveva comprato all'inizio degli anni '80. Penthouse, pubblicata a Londra, era uscita per la prima volta in edicola nel 1965 e Bob Guccione può giustamente vantarsi di essere, con Hugh Hefner, uno dei pionieri del soft porno. Tra gli scoop di Penthouse negli ultimi anni c'è il ritratto senza veli di Paula Jones, che accusò Bill Clinton di molestie sessuali e quello dell'ex Miss America Vanessa Williams. La crisi di Penthose non lascia tutti scontenti: Andrea Dworkin, attivista contro la pornografia, ha dichiarato che sarebbe felice se la rivista fallisse. Il problema, secondo Dworkin, è che sicuramente Guccione sarebbe immediatamente rimpiazzato da un altro editore, probabilmente peggiore di lui.
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